Presentazione del Festival del teatro dialettale di Lanciano 2026-2027

Si alza il sipario! Il festival del teatro dialettale di Lanciano torna al Teatro Fenaroli con una stagione tutta da ridere. Dal 15 novembre 2026 al 14 marzo 2027, la domenica pomeriggio diventa il momento più divertente della settimana. Dialetti, risate e grandi storie da tutto il Sud. E c’è una buona notizia: gli abbonamenti sono già in vendita. Chi arriva prima sceglie i posti migliori.

Festival del teatro dialettale di Lanciano: cosa ti aspetta

Otto spettacoli, otto compagnie, otto pomeriggi da non perdere. Quattro compagnie sono abruzzesi, le altre quattro arrivano da Puglia e Campania. In più salgono sul palco gli Amici della Ribalta, la compagnia di casa. Infine c’è la grande serata della premiazione, con la consegna della Maschera d’oro.

Come da tradizione, il festival fa parte della stagione teatrale del Fenaroli. 

Un grazie speciale va al sindaco Filippo Paolini e all’assessore alla Cultura Danilo Ranieri, che hanno creduto ancora una volta nel progetto.

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Il programma del festival del teatro dialettale di Lanciano

Segna le date in agenda. Si comincia sempre alle ore 17.

  • 15 novembre 2026 – Lu meteche de famije. Apre la stagione la compagnia “Atriana” di Atri (TE), con una commedia brillante di Giancarlo Verdecchia.
  • 29 novembre 2026 – Tre papà e un bebè. Da Grottaglie (TA) arriva la compagnia “Quanta Brava Gente”, con la regia di Giovanni Di Lonardo su testo di Antonio Grosso.
  • 6 dicembre 2026 – Chi tante ne fa’… une n’aspette. Tocca ai “Marrucini” di Chieti, con testo e regia di Antonio Potere.
  • 27 dicembre 2026 – Parenti serpenti. Gli Amici della Ribalta portano in scena la commedia di Carmine Amoroso, con la regia di Mario Pupillo e l’aiuto regia di Luigi Marfisi. L’incasso andrà alla casa famiglia ANFFAS di Lanciano. Replica lunedì 28 dicembre (fuori abbonamento).
  • 10 gennaio 2027 – Le bugie con le gambe lunghe. Un classico di Eduardo De Filippo, firmato dalla compagnia “Il Dialogo” di Camposano (NA) con la regia di Salvatore Maccaro.
  • 24 gennaio 2027 – L’ultima luna. “La Quinta Parete” di Penna Sant’Andrea (TE) presenta una commedia in tre “lune” di Enzo D’Angelo.
  • 7 febbraio 2027 – La lucand di zi Giulietta. Da Lucera (FG) gli “Amici dell’arte”, con testo e regia di Germano Benincaso.
  • 21 febbraio 2027 – Miseria e nobiltà 5.0. Fuori concorso, El Primero produzioni di Napoli rilancia Scarpetta in chiave moderna, con la regia di Salvatore Pinto.
  • 7 marzo 2027 – Lu sangue nin è acque. “La Bottega del Sorriso” di Castellalto (TE) porta in scena il testo di Tonino Ranalli, diretto da Betty Gianforte.
  • 14 marzo 2027 – Gran finale con la premiazione. A seguire, fuori concorso, l’associazione “Pretalucente” di Gessopalena con Lu decore e La moje e l’asine di Vincenzo Bozzi, regia di Maurizio Melchiorre.

Perché abbonarsi

Un solo abbonamento, tutta la stagione. Ecco perché conviene:

  • posto garantito a ogni spettacolo;
  • risparmi;
  • ogni due domeniche hai un’uscita già pronta, da condividere con amici e famiglia;
  • sostieni il teatro e la cultura del nostro territorio.

Cerchi un’idea regalo per Natale? Un abbonamento a teatro piace a tutti, nonni e nipoti compresi.

Più di una risata: dialetti, radici, identità

Il teatro dialettale amatoriale è un fenomeno vivo in tutta Italia. Centinaia di compagnie riscoprono ogni anno i dialetti e le tradizioni locali. In un mondo sempre più uguale, è un modo per ricordare chi siamo. Così ogni spettacolo ti fa ridere di gusto, ma allo stesso tempo ti riporta alle tue radici.

Abbonamento al festival del teatro dialettale di Lanciano: come averlo

Per informazioni e prenotazioni trovi tutti i recapiti nella pagina Contatti. Inoltre puoi consultare la stagione completa sul sito del Comune di Lanciano.

Non aspettare l’ultimo momento: i posti migliori vanno via in fretta!

Ci vediamo a teatro!

Grazie all’Amministrazione comunale, ai nostri sponsor e soprattutto a voi, il nostro pubblico. Senza di voi il sipario resterebbe chiuso.

Viva il teatro. Vi aspettiamo!

Il presidente, Giuseppe de Pasqua