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TORNA LA PUTECHE DE LU CAFE’ ED E’ SUBITO SUCCESSO PDF Stampa E-mail

DUE GIORNATE CON IL TUTTO ESAURITO!

ImageSabato 27 Dicembre per la  PRIMA SERATA e domenica 28 dicembre in pomeridiana, al teatro Fenaroli, hanno contrassegnato il debutto della commedia di Goldoni tradotta da Ivaldo Rulli e adattata da Mario Pupillo.

Un lavoro corale con 15 attori e attrici, con una scenografia imponente di Sergio Salicco e le musiche del compianto, ma mai dimenticato Massimo Benedetti, un personaggio straordinario come Don Marzio, interpretato magistralmente da Ivaldo Rulli, danno il successo a questo allestimento.  La puteche rappresenta uno dei migliori presentati dagli Amici della Ribalta. Non per niente la compagnia lancianese vinse nel 2001 il primo premio al teatro MArrucino di Chieti.

La commedia di Goldoni, rivisitata da Mario Pupillo racconta di Don Marzio che è il protagonista de “La puteche de lu cafè”,  maldicente di professione ed incarnazione dell’umana “arte” del denigrare. Calunnia e prende in giro tutti coloro che osserva dalla sua postazione di perdigiorno, ovvero una piazzetta che può essere collocata a Venezia o in un qualsiasi  paese del nostro Abruzzo. Fa da contrappunto a Don Marzio la benevola figura di Mastro Ridolfo, caffettiere di professione ma benefattore di vocazione, interpretato da Mario Pupillo. E’ l’eterno conflitto del Bene e del Male, che vede i due protagonisti impegnati, nei rispettivi ruoli,  nelle  vicende e nei sentimenti umani. La commedia scritta da Goldoni è stata rielaborata in due atti con l’innesto di qualche caratterizzazione regionale e locale, necessaria per disegnare un contesto spazio temporale plausibile. La struttura drammaturgica rimane comunque  intatta e permette di osservare una società  non priva di vizi e difetti che viene intercettata da un Don Marzio, osservatore acuto e cinico, che verbalizza e pubblicizza le umane debolezze. Le fatiche di Ridolfo, tenace benefattore, sono sicuramente meritevoli ma la malevola ideazione  di Don Marzio è di inarrivabile comicità e ci invitano a riflettere  come la maldicenza sia un esercizio ancora  molto  frequentato dalla nostra Società. Sicuramente parlar male è più divertente, meno noiso, e spesso ai nostri giorni,  più redditizio che disegnare un mondo di persone rispettabili ed oneste. Goldoni  lo sapeva, quasi tre secoli fa,  e ci  diverte ancora mettendo alla berlina i nostri difetti.

Teatro pieno e calorosissimo pubblico che ha dispensato applausi prolungati e convinti a tutti i partecipanti all’impresa. Si replica il 5 febbraio a Pescara e il 13 a Pratola Peligna e poi in tourneè.

Ragiante la presidente Celestina Ciarelli per il successo ottenuto e in cerca di date disponibile al Fenaroli, per la richiesta di repliche; cosa difficile a breve per l’affollamento del calendario di spettacoli.

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