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La quinta edizione del festival lancianese, è archiviata con un bilancio nettamente positivo in termini di qualità artistica e risposta del pubblico. Si è aggiudicata la maschera d’oro il gruppo “Il Teatro dei Picari” di Macerata con lo spettacolo Pulcinella di Manlio Santarelli. La compagnia marchigiana che ha presentato uno spettacolo in dialetto napoletano, laziale e marchigiano, ha ottenuto la palma di miglior compagine grazie ad un testo consistente ed un gruppo di attori di ottimo livello capitanati da Francesco Facciolli nella veste di attore regista nel personaggio di Pulcinella. Grande forza scenica, padronanza del corpo e della voce hanno caratterizzato la prestazione di Facciolli che ha trascinato i suoi compagni nel lungo viaggio di Pulcinella verso Parigi. Funzionale e suggestivo l’impianto scenico e delle luci con elementi essenziali ma di grande suggestione.
Lo spettacolo ha emozionato, divertito e conquistato il pubblico e la giuria. Manlio Santarelli, napoletano verace, uno dei piu’ prolifici e stimati autori contemporanei, rappresentato in molti paesi, ha scritto questa opera disegnando il viaggio di Pulcinella verso Parigi, simbolico viaggio dell’uomo verso il sogno di una meta fortunata e felice. Pulcinella difronte al re di Francia non saprà rinnegare la sua origine e non si piegherà ai desideri dei nobili, rifiutando la finzione e lo sberleffo. Raccoglierà, con un gesto di orgoglio, tutte le sue forze per affermare le sue origini e le sue radici. E’ uno spettacolo che disegna la metafora dell’uomo nel suo cammino umano esposto dal bisogno e dalla necessità a soccombere al potere. Pulcinella si ribella e vince, come ha vinto tutto l’ottimo gruppo marchigiano salutato da applausi convinti. E’ stata un edizione di lusso, questa quinta, con altri spettacoli ragguardevoli. La farsa napoletana di Di Maio, “il morto sta bene in salute” allestita dagli Ignoti di Pozzuoli, ha mostrato la grande padronanza di Patrizia Pozzi, premiata con la maschera d’argento di miglior attrice. La maschera d’argento del miglior attore è toccata a Angelo De Angelis nel toccante ruolo del nonno ribelle e sanguigno in una famiglia assediata dalla guerra a Roma nella commedia “ Il cappello di carta” delicata ed emozionante commedia di Giovanni Clementi, messa inscena da Roberto Belli della compagnia “Linea di Confine” di Monterotondo. Ha vinto il premio del pubblico lo spettacolo “Ci penze mammà” di Marina Di Carluccio, attrice di ottimo talento delle “Muse” , seguita da” Miseria e Nobiltà” dell’ACCTA di Lanciano, guidata da Arnaldo De Rosa e al terzo posto dalla “Bottega del sorriso” con “Na Bande sbandate” del trio Antonio Ranalli, Enzo D’Angelo e Silvana Taralli. Quest’ultima si è meritata il premio per la migliore caratterizzazione femminile. Marco Faieta si è aggiudicato il premio per la migliore caratterizzazione maschile nella commedia “Il cappelo di carta” con una convincente prestazione di figlio brontolone che ha ricordato il “Ninnillo” di “Natale in casa Cupiello” . Migliore Regia alla consolidata coppia “Mario Altemura (ovvero Minoretti) e Gabriella Manfriani del “Giglio” di Montelupo Fiorentino con la delicata commedia “Quando la pera è matura” di Augusto Novelli. Premio alla giovane promessa è stato assegnato a Rosa Checchia del Me.Ti di Paglieta, nella bella prova del gruppo guidato da Sandro Cianci. La collocazione pomeridiana domenicale degli spettacoli e la qualità delle compagnie, hanno attirato tanti spettatori con teatro praticamente sempre pieno. L’amministrazione Comunale ha investito coraggiosamente su questo progetto, suggerito dagli Amici della ribalta cinque anni fa, ed ha inserito nel cartellone del Fenaroli il festival del teatro dialettale. Tale scelta ha sdoganato il teatro “amatoriale” da una zona di emarginazione spesso penalizzante, considerando il valore di molte compagnie che esprimono ottimi livelli artistici, e tutela il patrimonio culturale sotteso dal dialetto, elemento di forte connotazione di una comunità. Il sindaco di Lanciano avv. Filippo Paolini nella serata di premiazione ha voluto rimarcare, insieme all’assessore alla cultura Attilio D’Amico, questo progetto che ormai festeggia i cinque anni e che acquista sempre più consistenza e allinea Lanciano alle città italiane con i migliori festival Nazionali. In effetti la rappresentatività è davvero nazionale considerando che ogni anno, a rotazione, vengono ospitate quattro o cinque regioni teatralmente importanti. E non è un caso che solo una edizione è state vinta da una compagnia abruzzese. Soddisfazione convinta espressa da Celestina Ciarelli, presidente degli Amici della ribalta, che ha voluto sottolineare l’impegno della Associazione nell’allestire il cartellone e nel rispondere alle esigenze del pubblico frentano sempre attento e competente. La serata è proseguita con lo spettacolo “Mo te l’arecconte” di Domenico Turchi, attore che ha sempre privilegiato nei suoi spettacoli l’uso colto del dialetto con cui ha disegnato un ambiente storico e sociale che ricostruisce un Abruzzo pieno di personaggi, avvenimenti, caratterizzazioni presentate con comicità e intensa emozione. |