L'Associazione decise di debuttare con un allestimento conosciuto e pertanto di conprovato successo. Ripartire da dove avevamo lasciato è sembrato quasi un segno premonitore. Fu deciso di riproporre “NON TI PAGO” di Eduardo. Le prove furono effettuate presso la sala dell’Istituto Antoniano; anche il luogo era lo stesso. In circa 4 mesi fu possibile debuttare nel teatro Excelsior il 14 dicembre “89. La tensione era alle stelle, paura tanta, qualche ritardo nel montaggio. Alle ore 21,15 si apre il sipario e l’immensa platea è piena . Iniziano le prime risate che incoraggiano gli attori, qualche piccola sbavatura ma il mestiere dei veterani maschera qualche incertezza. Alla fine del primo atto applausi scroscianti. E’ quasi fatta. Mario Pupillo, in versione Ferdinando Quagliuolo, frena gli entusiasmi, ribadisce che in palcoscenico occore arrivare al termine per esultare; l’errore è sempre in agguato. In effetti all’inizio del secondo atto un attore entra in “trance”, blocco mnemonico, velina di Pupillo e nulla viene avvertito dal pubblico; benedetti silenzi Eduardiani! Si arriva alla fine senza intralci. E’successo pieno, abbracci, baci felicitazioni da parte del pubblico. Qualcuno ha gli occhi umidi, qualche altro è accasciato su una sedia e suda freddo. La paura è passata. Si pensa ai prossimi impegni; due serate nel teatro di Atessa e poi una piccola tourneè. Mentre si smonta la scenografia, curata dall’architetto Salicco, con il teatro ormai vuoto, la felicità ci assale insieme alla stanchezza. Una riflessione si fa avanti mentre si spengono le luci del teatro verso le due di notte; molti di noi sono vicini ai quaranta anni ha un lavoro, figli, impegni, una identità precisa nella società ed improvvisamente torna ad essere “giovane filodrammatico” dedito alla recitazione al montaggio allo smontaggio come gli attori del Carro di Tespi , riproponendo alla propria esistenza una rinascita artistica che sembrava impensabile pochi mesi prima. La vita comincia proprio ai quarantanni? Quanti anni saremo capaci di andare avanti?
PROFILO DELL'OPERA
Azzardare un profilo con Eduardo rappresentandone una delle commedie più note è un impegno a rischio che nessuna compagnia teatrale sottovaluta. Per rispetto a De Filippo e alla sua letteratura teatrale l'Associazione "Amici della Ribalta" di Lanciano considera l'accostamento a "Non ti pago" il migliore omaggio che si possa rendergli in umiltà e in affetto. Questa commedia, pensosamente seria, propone uno degli aspetti magici della Napoli di Eduardo, con la sua economia cronicamente provvisoria affidata a certe valenze oniriche più palpabili della realtà e per questo anche soggette a fare i conti con essa. È concreta perfino una figura d'avvocato scomodato per una questione di sogni; in un ambiente diverso da Napoli sarebbe impossibile immaginare un processo basato sui sogni, più evanescenti degli indizi; per De Filippo i sogni sono prove, la fiducia nei morti che portano bene o male incrollabile, il rifiuto della diversità tra vivi e morti scontato: un altro dei tentativi di "dare una mano" alla Divinità per inventare l'immortalità... Filosofia conclusiva del lavoro è quella della suggestione e dell'influenza dell'immaginario nei confronti del reale. "Non ti pago" è l'apoteosi del surreale, la ripetizione della superiorità dello spirito sulla materia, sia pure a livello di iettatura. In fondo tutte le filosofie di sempre tendono allo stesso fine, riuscendoci meno.