LA COMPAGNIA IL GICLIO DI FIRENZE SI AGGIUDICA LA VII EDIZIONE DEL FESTIVAL DI TEATRO DIALETTALEPREMIO CITTA’ DI LANCIANO – MASCHERA D’ORO
Il festival di Lanciano premia il “dialetto” Toscano e i temi sociali. Il settimo anno, poteva essere l’anno della crisi, come la superstizione insegna e come il momento di crisi faceva pensare per la sbandierata riduzione dello sbigliettamento nei teatri. Invece la realtà ha sconfessato i tristi presagi che gli uomini di spettacolo spesso percepiscono e frequentano.
La settima edizione, sempre curata dagli Amici della ribalta, ha ottenuto un successo di pubblico oltre ogni più rosea aspettativa. Gli appassionati hanno riempito il Fenaroli, per le dieci giornate del Festival, a volte determinando il tutto esaurito.  La cerimonia di premiazione ha consegnato la maschera d’oro, riservata alla migliore compagnia, al Giglio di Montelupo Fiorentino che ha presentato la commedia “Benportante sposerebbe affettuosa”, un’ accattivante produzione di Enrico Caglieri che insieme a Novelli è tra gli autori toscani più frequentati e prolifici. L’umorismo toscano elegante e sapido, a volte corrosivo, trova terreno fertile in una bella storia di un maturo signore in cerca di un matrimonio con una “affettuosa”. Mario Minoretti, regista e protagonista dell’opera, ha guidato un bel novero di attrici e attori ad una performance pregevole che ha convinto la giuria guidata con perizia, ormai da anni, dal prof. Franco Di Nenno. Il sindaco di Lanciano Filippo Paolini ha consegnato la maschera d’oro sottolineando la bontà del progetto e l’aspetto culturale del teatro dialettale. All’assessore alla Cultura Manlio D’Ortona è toccato il gradito compito di consegnare la maschera d’argento a Gerry Petrosino, protagonista di “Tre sette con il morto”, una storia di camorra scritta dallo stesso Petrosino della compagnia Avalon di Battipaglia. La piece affronta con lucidità e concretezza, senza luoghi comuni e banalità, il fenomeno tragico e complesso della camorra in un ambientazione contemporanea “leggera”, a volte francamente divertente, ma sempre efficace e capace di far riflettere.La maschera d’argento per la miglior attrice è toccata alla brava Paola Magi, protagonista della commedia “Cum un leon in Gabia” di Maria Flora Giammaroli. Delicata e convincente la sua recitazione nel ruolo di una moglie capace di sopportare e alleviare la depressione e le disgrazie successive al licenziamento che affliggono il marito. Commedia di forte impatto sociale ma piena di spunti umoristici sapientemente allestita dalla compagnia Teatro La bugia di Fano. Il premio del pubblico è toccato alla compagnia “Il gruppo dell’Aquila” guidata da Franco Villani con la commedia “ ‘Nduina se cchì ve’ a cena” di Rossana Crisi Villani che ha preceduto di misura la Bottega del Sorriso di Basciano con lo spettacolo “ Ninte è quelle che sembre” e “Napoli Milionaria” della compagnia “Gli Ignoti” di Napoli. Tanti altri premi hanno accompagnato la cerimonia che si è conclusa con lo spettacolo di Gabriele Tinari “L’uocchie m’bronte” da una novella di Gennaro Finamore accompagnato dalle musiche del Maestro Luca Di Bucchianico e dal coro polifonico “Cromaticoro”. Il presidente di Giuria Franco Di Nenno ha sottolineato il buon livello generale i temi sociali che hanno predominato negli spettacoli e un forte equilibrio delle compagnie in gara che ha reso difficile il lavoro di giuria, confortato dall’unanimità delle decisioni. La presidente degli Amici della ribalta, Celeste Ciarelli, ha sottolineato al grande soddisfazione per il successo che accompagna da anni il Festival, entrato ormai nella tradizione culturale lancianese. Ha ricordato come l’Amministrazione comunale abbia voluto sempre sostenere ed inserire nel cartellone del teatro Fenaroli il teatro dialettale, evento poco frequente, se non raro, nel panorama nazionale. La risposta del pubblico e la qualità delle compagnie confermano la bontà del progetto.
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